domenica 22 dicembre 2013

Vi potete baciare i gomiti



"Stasera andate ognuna nel proprio letto, vero?"
"Noooo. Io voglio venire con te, altrimenti mi sento sola..."
"Ma come sola? Siete in camera in tre!!!"
"Ma sola nel mio letto!"
"Anche io voglio venire con te!"
"Ma povero Papozzo, lo fate sempre dormire in uno dei vostri letti, che sono troppo corti per lui!"
"...."
"Da solo, povero Papozzo..."
"Non è vero, non è da solo, c'è la Gnoma Grande nel letto vicino!"
"Ma il suo posto sarebbe qui nel lettone, mentre il vostro sarebbe nella vostra stanza, nei vostri bei letti."
"..."
"E poi voi siete fortunate! Pensate che io e lo Zione non avevamo una cameretta così bella quando eravamo piccoli! Ci avevano preso una cameretta da dividere in due stanze, così io avevo il letto con la testiera, il comodino e il comò con lo specchio, mentre lo Zione aveva la scrivania con la libreria, il comodino e un letto con la testiera diversa. E avevamo un armadio vecchio ciascuno."
"..."
"Papozzo invece dormiva in una stanzetta piccola con un armadio e il letto e basta. Quando si sono sposate tutte e tre le zie, lui si è trasferito nella stanza grande con il lettone, con armadio e comodini vecchi."
"A noi invece avete preso una bella cameretta nuova tutta colorata..."
"Ecco, quindi vi potete baciare i gomiti!"
"Perchè?"
"Provaci! Ci riesci?"
"No."
"Quindi vuol dire che se tu riuscissi saresti una persona molto fortunata!"
"Appetta che te li bacio io! Mmmpciuà! Ecco!"

Segue classica sonora risata globale, inevitabile in queste situazioni rese inaspettatamente comiche dalla spontaneità di una riccia pazza Micrognoma.






lunedì 16 dicembre 2013

Pillole 22



Micrognoma

"Mamma, ho fatto l'antipasto di ciccia infornale."


Gnoma Di Mezzo

"Sono una strega malvagiosa!"
"Mi piace questo pigiama! E' più...rotondo!"
"Se hai mal di schiena devi andare dallo schienista, no, dallo schienologo."
"Mamma, devi andare dal costeopota?" (trad.:osteopata)
"Io faccio la rattaccapalle!"
"Lo ha fatto per ingelosità, cioè...per gelosità!"


Gnoma Grande

"E' morto Bandela."




domenica 8 dicembre 2013

Arduo fine settimana




Siamo state, io e le Gnome, a due compleanni in due giorni consecutivi, al chiuso, con trenta bambini urlanti ogni volta, cinquanta palloncini da scoppiare e qualche lite.
Odio le feste rumorose in genere, al chiuso poi, non le sopporto proprio: tutto amplificato.
La prossima volta mi procurerò tappi per le orecchie.
Per fortuna la torta era ottima e abbiamo pure scambiato quattro parole, per quanto possibile, tra genitori.

Ma la cosa più grave di questo arduo fine settimana di dicembre, in cui tutto è contornato da brillanti lucette e sfavillanti decorazioni, primi approcci ai regali e organizzazione di sontuosi pranzi e luculliani cenoni, è stato realizzare improvvisamente, in un raro momento di silenzio in cui sono riuscita a carpire qualcosa dalla tv, che la foca parlante di uno spot di una nota azienda di telefonia si chiama come me.
Unica attenuante è che la voce di cui lo strano animale si serve è della grande, inimitabile, scoppiettante e unica Luciana.






mercoledì 4 dicembre 2013

Ovunque



Capita di mettere una mano in una tasca qualsiasi, dei jeans, del cappotto, della felpa, e di estrarre una molletta, un elastico per capelli, un fazzoletto di carta con Peppa Pig.

Capita di arrivare al lavoro, cercare freneticamente nella borsa il badge per timbrare ed estrarre un gettone per il bruco-mela.

Capita di addormentarsi profondamente dopo un'estenuante giornata di lavoro e risvegliarsi di soprassalto con qualcosa di peloso che sfiora una gamba (non pensate male: è solo un peluches!). O addirittura di trovarsi addosso una Gnoma a caso fiondatasi nel lettone o portata da Papozzo nella fase più profonda del mio sonno, quella denominata nonhopiùbanane.

Capita di trovare nei jeans dell'unico uomo di casa un fazzolettino di carta di Hello Kitty e immaginarselo in giro per lavoro mentre si soffia il naso con tale decorato accessorio in qualche cantiere popolato per lo più da maschi.


Conseguentemente, capita di riflettere sul fatto che loro sono ovunque, fuori o dentro di me, anzi, di noi.



giovedì 28 novembre 2013

Le rotonde



Qualche settimana fa il decoder che ci permetteva di poter usufruire, anche se assai saltuariamente, anzi quasi raramente, della tv in salotto, ci ha definitivamente abbandonato, con un velato preavviso di alcune settimane, durante le quali non funzionava correttamente.

Io e Papozzo decidiamo di andare a comprarne un altro, mentre le Gnome stanno con Nonna A, la quale, però, ne approfitta per aggiungere agli acquisti un medesimo aggeggio tecnologico anche per la sua tv, che pare non le permetta di vedere i canali che più adora.

Così partiamo. Io sentivo nell'aria odore di acquisti più importanti, perchè conosco Papozzo.
Quando pronuncia la fatidica frase: "Vieni con me?", c'è qualcosa nell'aria.

Infatti siamo arrivati a casa con un decoder per la suocera, e una tv nuova per la nostra cucina.
E quella del salotto?, direte voi. Quella del salotto funziona benissimo con il decoder che c'era prima in cucina. In attesa che sia sufficientemente anziana per essere messa in pensione.

Ma tutto ciò per dirvi che, sulla strada per il centro commerciale, abbiamo avuto modo di vedere una Panda bianca che aveva attraversato una rotonda come se quest'ultima non fosse mai esistita. Spero che chi era alla guida non abbia avuto grossi danni alla sua persona o ad eventuali passeggeri, ma veramente ci siamo chiesti se non sapesse dell'esistenza della sopracitata rotatoria.

Avrete notato tutti che le splendide strade a forma di cerchio perfetto si stanno moltiplicando, crescono di notte come funghi!!!
Quando percorro un tragitto trascurato da un po' (tipo un mese, non anni!), scopro sempre rotonde nuove, mai viste prima e finite a tempo record.

Sembrano dotate di vita propria: ti giri un attimo e... ecco, spunta una rotatoria!
Solo speriamo non prendano il soppravvento, o saremo costretti a girare sempre in tondo!!!

giovedì 14 novembre 2013

L'arma segreta




"Gnoma Di Mezzo, mettiti il pigiama."
Sette minuti più tardi, la fanciulla in questione tergiversava in camera sua scalza, in canotta e mutande.
"Vestiti, che ti ammali! Torno tra cinque minuti ed esigo che tu abbia il pigiama addosso!"


Passato il tempo che avevo annunciato, mi sono affacciata alla porta della sua stanza: finalmente non era più svestita.
"Visto? Non è stato così difficile! Perchè, allora, tutte le sere mi fai arrabbiare?"
"Va beeene...Però io ho un'arma segreta."
"Ah si? E quale è?"
"Io ti abbraccio..." e mentre lo dice, esegue.
"...Poi ti do i bacini, e tu non sai resistere e ti passa l'arrabbiatura."

E a me, nel frattempo, si è gonfiato il cuore, si sono affacciate due timide e lucide lacrimucce agli occhi e mi sono pure scordata per cosa l'ho sgridata.


Il suo cuore sarà anche rattoppato, ma sempre grande grande è!



giovedì 7 novembre 2013

Prevenzione




Mi era giunta voce che quel ciclone della mia pediatra-guru avesse organizzato una conferenza molto interessante sull'adolescenza, età che mi spaventa moltissimo, visto quello che si sente in giro su orde di ragazzini ubriachi, violenze e altre bruttissime storie che girano sui media.

Qualcuno mi ha detto:"Ma che ci vai a fare? Le tue sono ancora piccole!"
A parte che avrei risposto:"Quantificami piccole!", e poi la Grande è ormai vicina a quella stupida età; lo si evince anche dal fatto che sta alzando la cresta e spesso capita che risponda male o assuma atteggiamenti un po' troppo drastici. Aggiungiamo il fatto che io sono letteralmente terrorizzata da questo periodo, collocato in questa nostra realtà quotidiana, così pericolosa ai miei occhi. Forse sarò anche esagerata, ma sono andata a sentire cosa si diceva e sono rimasta molto soddisfatta.

C'erano molti relatori, oltre a lei, una forza come medico e come persona; una psicologa che ha spiegato senza paroloni cosa può succedere nella testa dei ragazzini, un neuropsichiatra che sembrava più un paziente (confermando così che l'abito non fa il monaco) che ci ha illustrato il fenomeno del cyberbullismo, un'insegnante che ci ha mostrato come possono collaborare scuola e famiglie, un prete che non lo sembrava affatto che ha parlato dei gruppi che ruotano intorno alla parrocchia e al loro scopo educativo, una ginecologa che ha illustrato la situazione di ignoranza che hanno gli adolescenti in materia di educazione sessuale.

Forse sono uscita più preoccupata di prima, specialmente dopo essere venuta a conoscenza dei numeri sulle gravidanze nella popolazione minorenne, sulle dipendenze, sui problemi alimentari, e quant'altro caratterizza questa età, ma convinta che di questi convegni ne dovrebbero fare più spesso.

Avrei avuto tante domande da porre, ma non ho avuto il coraggio.
Magari ne parlerò direttamente con l'organizzatrice quando porterò le Gnome a fare il controllo, in modo da sviluppare alcuni argomenti alla prossima occasione. Perchè vista la risposta in fatto di presenze e dubbi posti dai genitori, so già che il nostro ciclone non si fermerà.

E io non mancherò: prevenire è meglio che curare, no?




domenica 3 novembre 2013

Pillole 21



Micrognoma
"Bisogna mettere in ordine bene le ccarpe e le ciabatte nella chiappera!"
"Oggi a 'ccuola io ho fatto i compiti di matetica!"
"Mi sono bruacata!"
"Quetta torta si è proprio cuocita bene."



Gnoma di Mezzo
"E dopo arriva il cerbo..."
"Andiamo a vedere l'acquario! Ci sono dentro i fish!"
"Calma e sangue fresco!"
"Il lavoro maestrale, cioè di maestra, è bellissimo!"
"Per decorare la torta si usa il cash-a-pox?"
"Basta! Stai superando i militi!"



Gnoma Grande
"Domani la Nonna Mimi non c'è, deve andare a fare lo screeming."



giovedì 24 ottobre 2013

Blablabla




Domenica mattina, io e Papozzo in bagno, le Gnome giocano sul lettone in pigiama.
Ci stiamo preparando per andare via.
Papozzo è in doccia, io mi sto asciugando i capelli, mentre penso a come vestire le tre fanciulle.

La Micrognoma apre la porta, entra con la testa e dice: "Mamma, blablabla!"
Io spengo il phon e ribatto: "Cosa? Non ho capito..."
Ma lei è già tornata dalle sorelle, dopo aver chiuso la porta: "Ecco: gliel'ho detto!"

Questa futura ragazza mi fa paura.





sabato 19 ottobre 2013

Tempi di crisi



L'ennesimo sabato sera qualunque, in cui ci si è appena sbafati crepes con la nutella fatte in casa, che poteva passare in relax davanti alla tv con una Gnoma a caso in braccio, si è trasformato in una serata diversamente divertente, sopratutto per Nonna Mimi.
In tempi di crisi, come quelli che stiamo attraversando, può succedere, infatti, di trovarsi sul balcone di casa, in pieno centro, alle nove di sera, uno sconosciuto, salito arrampicandosi come un gatto per la grondaia.

Segue telefonata concitata alle forze dell'ordine e successivamente a me.
E anche altri episodi della stessa natura in zona, alcuni dei quali andati a buon fine per la banda di  manigoldi.

Nei giorni successivi, a chi le chiede se si è spaventata, la nonna in questione risponde svelta che purtroppo è stata maleducata: non ha avuto la prontezza di offrire un caffè al suo visitatore...


martedì 15 ottobre 2013

Riprendersi



Un paio di giorni fa...

"Mamma, ti devo dire un segreto."
"Ok. Dimmi."
"Ma mi devi promettere che non lo dici a nessuno."
"Ovvio: è un segreto!"
"A me piace di più M. che V."  (n.d.S.: M. è il fidanzatino dell'anno scorso della Gnoma Grande, V. quello attuale)
"E quindi? Cosa intendi fare?"
"Non lo so."
"A M. lo hai detto?"
"No."
"E a V.?"
"No. Mi vergogno."
"Scrivi due biglietti e glieli consegni. Poi vedi come vanno le cose. Ma potrebbe anche succedere che V. resti deluso e che M. non ne voglia sapere."
"Non ci avevo pensato."
"Quindi?"
"Ma, no, Mamma, perchè M. mi ha detto che se lascio V., lui mi riprende!"
"Ma veramente? E' una dichiarazione bella e buona!"
"Domani scrivo i biglietti."



Oggi pomeriggio...


"Mamma, sono fidanzata con M.!"
"Ah. E V. come l'ha presa?"
"Io e M. gli abbiamo chiesto se per lui era un problema e lui ha detto di no."


Semplice, lineare, immediato.






venerdì 11 ottobre 2013

Regali



"Mamma, mercoledi V. festeggia il compleanno."
"Ok. Indaga su cosa vorrebbe come regalo, su che cosa gli piace."
"Ma mi vergogno."
"Va bene; chiederò alla sua mamma."

Ovviamente, come del resto avrei fatto anche io, e come in effetti è andata quando la domanda è stata posta a suo tempo a me, la mamma del festeggiato mi ha risposto che non importava il regalo, ma che avessimo partecipato alla festa.

Allora, come muoversi, volendo comunque fare un presente ad un bimbo del quale non si conoscono a fondo i gusti in materia di giochi e passatempi?
La rete è sempre un'ottima risorsa, anche solo per farsi un'idea di ciò che c'è di nuovo in giro.
Comincio a cercare, senza idee, su un sito che mi è stato consigliato: shop.waldmueller.it.

Veramente carino, mi dico. Ce n'è per tutti i gusti e per tutte le età, il che non è poco per una che ha tre Gnome in età compresa da tre anni a otto, sempre alla ricerca di cose da regalare a loro o ai/lle compagni/e di giochi e di scuola.

Ci sono prodotti per la cura del corpo, materiale scolastico, giochi per i più piccoli, accessori per bimbe un po' vanitosette come le mie, alle quali sono stata attenta a non far vedere la sezione di Hello Kitty e Barbapapà, o quella delle borse NICI (veramente molto carine), altrimenti mi ci sarebbe andato via mezzo stipendio!

Interessante in questo periodo la sezione con i prodotti del mese, in tema Halloween.

Trovato quello che mi sembrava più adatto per V., mi tengo questo sito come asso nella manica per situazioni simili o occasioni particolari.

E anche questa volta ce la siamo cavata!




lunedì 7 ottobre 2013

Smemorandum 10



Nell'ultima settimana ho:


  • perso (e ritrovato il giorno successivo) il mio orologio al lavoro;

  • dimenticato di dare la cauzione per il judogi della Gnoma Grande;

  • scordato che, iniziando il tempo pieno, l'orario di entrata a scuola sarebbe stato anticipato di un quarto d'ora, facendo arrivare in ritardo la Gnoma Grande e ricevendo telefonata rimproveratoria da Papozzo.


Può bastare. Magari anche per questa settimana.



venerdì 4 ottobre 2013

Crepes soporifere




Sabato sera, ora (quasi) di cena, Papozzo propone:

"Ci facciamo le crepes con la nutella, come dolce?"
"Ma devo preparare la pastella! Deve riposare!"
"Quanto ci vuole?"
"Mezz'oretta."
"Allora mentre ceniamo, lei riposa!"
"Non so più dov'è la padella, quella apposta per le crepes."
"Forse qui. No."
"Guarda li. No. Forse è giù."

Dopo avere cercato l'introvabile utensile per un lasso di tempo non ben quantificato, cerco la ricetta precisa che mi serve.
Preparo. Metto in frigo. Ceniamo.

Papozzo esige di cuocere le crepes, trasformando il piano della cucina in un campo di battaglia, con pozze giallognole ovunque: ci sarebbe venuta almeno una porzione in più, con quello che è andato perduto.
Ma lui è soddisfatto delle sue creazioni.

Io sono l'addetta alla farcitura: copiose cucchiaiate di nutella, spalmate con doverosa precisione, rinchiuse nella rotonda frittatina, piegata in quattro, fino a formare un succulento spicchio ripieno di goduriosa crema esplosiva, nel senso che appena veniva morso, il contenuto usciva da ogni parte!
Ma, in fondo, il bello sta proprio qui! Tre musini sporchi e sorridenti, felici di questa fantastica idea realizzata un noioso sabato sera autunnale, sono sempre una bella cosa!

Anche io e Papozzo ci siamo fagocitati la nostra parte, solo che noi ci abbiamo messo anche qualche goccia di liquore!

Ci siamo anche chiesti se quest'ultimo ingrediente sulle Gnome potesse essere soporifero...poi ha prevalso la razionalità, e siamo andati a lavare quelle tre bocche imbrattate!


sabato 28 settembre 2013

Belli e brutti



La conoscete Elasti?
Chi non la conosce? Impossibile!
E' mitica. Fotonica. Bravissima a mettere su carta (o schermo, vedete voi) sensazioni, sentimenti, stati d'animo.
E mi ha ispirato, con uno dei suoi post.
Ha fatto una sorta di elenco dei cinque momenti più belli e dei cinque più brutti della sua giornata-tipo.

Ho deciso di copiare palesemente la sua iniziativa, anche se sono consapevole che non saprò farlo bene come lo ha fatto lei, che resta imbattibile! E' che, leggendola, è fisiologico pensare quali siano i miei.
Quindi eccoli.


Cinque momenti belli della mia giornata:

  1. Il risveglio della Gnoma Grande, che non vorrebbe mai scendere dal letto e che mi costringe ad una full immersion di coccole, bacini e quant'altro.
  2. Il risveglio della Micrognoma, che mi si avvinghia al collo, mi stampa bacini appiccicosi sulla guancia e, infine, esige di essere imboccata a colazione con biscotti inzuppati nel te.
  3. Il risveglio della Gnoma di Mezzo, che odia essere svegliata, pertanto è sempre arrabbiatissima, ma con una dose super di coccole, alla fine cede, anche se è sempre, inevitabilmente, l'ultima.
  4. L'uscita da scuola, quando mi corrono incontro, letteralmente, abbracciandomi e urlando Mammaaaaaaaa!!!!!!!
  5. L'uscita dalla doccia, quando aspettano che pettini e asciughi loro i capelli, e io approfitto per morsicottarle dove capita.


Cinque momenti brutti della mia giornata:

  1. Tutti a tavola, ognuno con la sua porzione di pranzo/cena nel piatto. Appena mi siedo, la Micrognoma urlante scende dalla sua sedia al grido di "Ho la pipìììììììììììììì!!!!!"
  2. Tutti a letto, non necessariamente il proprio, si spengono le luci e..."Ho sete/ho la pipì."
  3. La sera, quando ci si deve incamminare verso la doccia, ma non si è mai pronti, c'è sempre un'ultima cosa da sistemare/fare/vedere.
  4. La sera, quando è ora di dormire, ma c'è sempre un'ultima cosa da dire/spiegare/ricordare.
  5. La notte, quando nel silenzio più totale, si sente una flebile vocina:"Mamma, ho sete/la pipì/fatto un brutto sogno."

Ora tocca voi!



giovedì 26 settembre 2013

L'amicizia è bella



Ci sono persone che non ho mai conosciuto nella vita reale, che però mi sento di definire amiche. Scambi di idee, di mail e con alcune programmi di futuri incontri, campati un po' in aria.

Tipo Velma, o Gab, o Paola da lungo tempo, o La Ninin, che mi stupisce sempre, e La solita mamma (Simonetta), ma anche tante altre.

Quindi giro a loro il premio che firmatocarla ha deciso di donarmi.




Le regole del gioco sono solamente due: elencare sette cose di me e girare il premio a cinque blog con meno di 200 followers (e comunicarglielo).

Sette cose che non sappiate già sono difficili da trovare, ma ci provo. Se le sapevate già, rimproveratemi pure nei commenti, che sicuramente ho dimenticato di averle già scritte.


  1. Non mi compatisco ritmi più lenti dei miei abituali; faccio molta fatica ad adeguarmici.
  2. Odio le persone false o che provano a prendermi per i fondelli.
  3. Mi piace cucinare.
  4. Mi piace mangiare (e si vede).
  5. Mi piace scrivere.
  6. Tengo nel cassettino dei desideri un progetto molto ambizioso, che spero potrà sbocciare, prima o poi.
  7. Vorrei dormire due giorni ininterrottamente, senza sentire chiamare mai una volta, nemmeno sottovoce, Mamma.


L'amicizia è bella, sia reale che virtuale!!!




giovedì 19 settembre 2013

Smemorandum 9

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Nel nostro weekendone al mare di qualche tempo fa, avevamo smarrito un orologio di Hello Kitty e un braccialetto, appartenenti alla Gnoma Grande.

Dopo averli cercati in tutte le borse, le valigie, i portaoggetti dell'astrobubu, le tasche di ogni indumento che ne fosse fornito, li abbiamo dati per persi inesorabilmente, convinti di averli lasciati nella stanza dell'hotel.

E qualche giorno dopo, abbiamo acquistato un altro orologio, rigorosamente identico a quello precedentemente posseduto.


Ebbene, stamattina, al lavoro, avevo mal di testa, così ho deciso di prendere una pastiglia.
Ho aperto la cernierina magica nascosta negli anfratti più reconditi della mia borsa, ho infilato la mano e....ho estratto con stupore l'accessorio che era stato così ricercato una decina di giorni fa!!!


Il bello è che non ricordo assolutamente di avercelo messo!



lunedì 16 settembre 2013

Altro che api e fiori



Premessa: le Gnome sanno la storia dell'ovino nella pancia della mamma che incontra il semino del papà e unendosi creano il bimbo.


Dialogo tra me e la Gnoma Di Mezzo.


"Mamma, ma se si sposano due donne, chi delle due avrà un bambino?"
"Ehm...scusa? Come hai detto?"
"Se si sposano due donne, come si fa a sapere chi delle due avrà un bambino?"
"Due donne hanno solo ovini, nessun semino, quindi possono andare a comprare un semino e una delle due se lo farà mettere nella pancia con una siringa e avrà il pancione."
"Ah. Ma dove si comprano i semini?"
"Ci sono dei posti dove li vendono."
"Dei negozi?"
"Una specie..."
"E due uomini?"
"Due uomini hanno due semini quindi se vogliono un bimbo, lo devono adottare."
"Non possono comprare un ovino?"
"No, perchè non hanno il posto adatto nella pancia."
"Ah. Ho capito."


Altro che api e fiori.






venerdì 13 settembre 2013

Nella pancia




"Mamma, ho mangiato il dentino che dondolava..."
"Te l'avevo detto che dovevamo toglierlo! Era praticamente staccato."
"Mi sono accorta quando ho finito di mangiare perchè ho sentito il buco. Ma ormai lo avevo ingoiato insieme alle patatine"
"Si, infatti io avevo visto che aveva in bocca una patatina tutta rossa di sangue!"
"E perchè non le hai detto niente?"
"...."


"Mamma?"
"Si?"
"Ma la fatina viene lo stesso a portarmi i soldini?"
"Probabilmente te li porterà nella pancia..."




mercoledì 11 settembre 2013

Toccata e fuga



"Andiamo a fare un weekendone al mare? C'è ancora caldo..."
Le proposte di Papozzo vanno colte al volo, così siamo partiti venerdi all'una e mezza. Io direttamente dal lavoro, senza nemmeno passare per casa.

Venerdi, dopo aver lanciato le valigie nella stanza dell'albergo che ci ospitava, abbiamo portato le Gnome a bagnarsi i piedi nel tanto agognato mare. Ci sono entrate vestite. Non hanno saputo resistere.

La sera abbiamo partecipato alla festa che gli animatori dell'hotel avevano organizzato. E abbiamo conosciuto il maestro Vessicchio-Papozzo.



Sabato ci siamo fatti tantissimi bagni in mare, abbiamo mangiato un sacco, camminato nell'acqua, raccolto conchiglie e girovagato per negozi la sera.
Idem domenica, con l'aggiunta della visione di un meraviglioso castello di sabbia dove c'era la principessa sul ponte, la pista di atterraggio per l'elicottero, l'osteria, la farmacia, il kebabbaro, la pista ciclabile e tanto altro. Avremmo voluto fotografarlo, ma eravamo sprovvisti di tecnologie e durante la notte è piovuto e la magnifica costruzione si è sgretolata sotto il peso delle gocce.
Il giro serale è stato fatto in risciò e non vi dico il male ai polpacci il mattino seguente, vista la zavorra non pedalante composta dalle tre Gnome felici.
Per rinfrancarci dalla faticata, ci siamo concessi una bibita fresca in un bar sulla spiaggia. La Micrognoma, sorseggiando, rivolta verso il mare:"Mamma, ma adesso il mare è secco?"
Forse pensava che il bagnino, la sera, togliesse il tappo e la mattina lo riempisse con acqua pulita...


Lunedi, giorno di partenza, abbiamo impiegato metà mattina a liberare la camera, e metà pomeriggio nella ricerca di un orologio di Hello Kitty e di un braccialettino inevitabilmente dimenticati in albergo e ovviamente non più ritrovati.

Nonostante questo incidente, la nostra toccata e fuga al mare è stata soddisfacente.





mercoledì 4 settembre 2013

Di già???


No.
Oddio, domani inzia la materna?
Veramente?
E' già il cinque settembre?

Lo sapevo, sono preparata; i grembiulini sono pronti sugli appendini, gli zainetti devono solo essere riempiti con bavaglia e cambio, stasera.

Solo che ho avuto un flash: di già???

Quest'anno l'estate è stata particolarmente fugace. Non mi sono accorta che il tempo ha accelerato in una impennata.

E poi fa ancora caldo, non è stagione da scuola, ancora.

"Ma lo sai che domattina andate a scuola?"
"Di già?"
"Non hai voglia di vedere i tuoi amichetti?"
"..."
"Sai che passando davanti all'asilo, ho visto che nel giardino mettevano nuovi giochi? Uno scivolo e una altalena, mi sembra."
"Siiii!! E domani ci vado subito sopra!"
"Io sono nei Mezzani!"
"E io nei grandi!"

La mia mente non è pronta.
Mi auguro che la loro lo sia.



martedì 3 settembre 2013

Muse e altre attrazioni


La mia prigionia convalescenza è finita venerdi sera.
Questo vuol dire che da ieri sono tornata al lavoro.

Ma significa anche che finalmente, dopo un mese interamente passato in casa, ho potuto godermi un week end con la mia famiglia, in giro.

Sabato mattina io e le Gnome abbiamo fatto una passeggiata per il paese, nel pomeriggio mi sono dedicata al restyling (sono andata a sistemare quella roba di tre colori e ingarbugliata che stava informe sulla mia testa), e la sera abbiamo partecipato ad una festa che si è svolta in piazza.

La domenica è stata decisamente meno soft.

Da prima che lo inaugurassero, il Muse era nei nostri progetti.
Quindi partenza ore otto, destinazione Trento.
Senza colazione per evitare spargimenti di varie sostanze lungo il tragitto.

Arrivo ore dieci e mezza circa.

Mangiare una brioches tiepida seduti davanti ad una costruzione così intrigante, come del resto è tutto il complesso Le Albere, pregustando con curiosità l'entrata al museo, mi ha lasciato una  frizzante sensazione di entusiasmo come quando ero bambina.

Poca fila, siamo dentro.
Una gentile signorina con una sgargiante maglia rossa su cui risalta la scritta Muse ci consiglia di partire dalla terrazza panoramica, indirizzandoci agli ascensori dalle pareti di vetro, che ci permettono di fare una velocissima carrellata di gran parte dei piani.

Le Gnome vengono coinvolte in laboratori, stimolate da video su schermi touch screen, attirate dal personale che spiega loro un sacco di cose.

Fino alla fatidica frase "Ho fame".

Una delle cose che si può apprezzare è che il biglietto vale tutto il giorno, per cui si può optare per uscire dal complesso per andare a mangiare, per poi rientrare e riprendere il percorso da dove lo si era interrotto.
Solo che una volta fuori, si realizza che esiste un unico bar in tutto il quartiere ancora deserto.

Dato che a noi non piace vincere facile, decidiamo di prendere l'auto e spostarci di qualche chilometro: Folgaria! Ce lo meritiamo: da un mese non muoviamo un passo...

Grazie ai braccialetti antinausea e alla guida particolarmente attenta di Papozzo, torniamo al Muse senza problemi.
Rientriamo giusto in tempo per il laboratorio sulle bolle, molto apprezzato dalle tre fanciulle, che sono riuscite pian piano a spingersi quasi in prima fila.
Proseguiamo verso il piano più gradito, dove si trovano strani giochi che incuriosiscono i più piccoli, ma che anche i genitori non possono esimersi dal provare, con la scusa di fare vedere come si fa.

Ormai esausti, visitiamo la meravigliosa ma veramente troppo calda serra tropicale, per poi uscire definitivamente dalla costruzione, anche perchè una voce ripete insistentemente in tre diverse lingue che il museo sta per chiudere.

Una volta in marcia, a non più di un chilometro dalla partenza, tre quinti dei passeggeri dell'Astrobubu dormono. Dopo circa un paio di ore, vicini a casa, io e Papozzo decidiamo di completare la giornata con una capatina alla Festa della Birra che si svolge nel paese vicino al nostro, dove si può mangiare qualcosa in caso di fame, e ascoltare tale Timoty Cavicchini.
Chiiii????
Timoty Cavicchini, quello che ha vinto quel reality!
Io non lo conosco affatto, e questo può voler dire solo due cose: 1) sto diventando vecchia; 2) non guardo abbastanza tv.
La seconda è sicuramente vera.









sabato 31 agosto 2013

Cozze, fragole dure e ...



Ieri mattina, mentre io ero nell'ufficio di Papozzo, al piano di sotto, le Gnome giocavano con la Nonna A.
Tutto normale, fino alla frase:
"Nonna, ho il vomito."
La nonna, preoccupata, seguendola:
"Vai in bagno."

Poco dopo, mi ritrovo la Micrognoma a fianco, scesa appositamente per raccontarmi l'accaduto:
"Mamma, ho vomitato e adesso mi fa male la pancia."
"Povera la mia bimba...ma vedrai che ora passa tutto. Stenditi sul divano un po'."
"Va bene. Ma avevo mangiato una cozza intera e l'ho vomitata!"
"Amore, è impossibile: l'ultima cozza che hai mangiato è stata venerdi scorso."

Passa un quarto d'ora e sento un dialogo tra lei e la nonna:
"Nonna, mi fa tanto male la pancia e non mi sento bene."
"Ma cosa ti è successo?"
"Ho mangiato una fragola rossa e dura"

Nel sentire questa frase ho drizzato le antenne, dal momento che in casa nostra non si vede una fragola da almeno un mese abbondante. Salgo di corsa le scale.
"Micrognoma, cos'è che avresti mangiato?"
"Una fragola rossa e dura, di quelle dei giochi."
"Quelle finte, di plastica?"
"Ma mamma, è impossibile! C'è il pomodoro, la mela, l'uva, ma io fragole non ne ho mai viste!" controbatte la Gnoma Grande.
"Micrognoma, cosa hai mangiato veramente?"
"In effetti, quando ha detto che aveva il vomito, in bagno, ha sputacchiato qualcosa di rosa, ma era saliva colorata. Pensavo avesse mangiato un biscotto a colazione...", si affretta ad aggiungere la nonna.

Intanto cerco con gli occhi in mezzo ai giochi qualcosa che la piccola possa avere ingerito giocando....ed ecco spuntare tra piattini e pentolini delle inquietanti irregolari palline di non ben identificato materiale colorato di rosa, rosso, verde, blu, che potevano essere pongo o plastilina, regalati tempo fa da non so più chi.

"Non avrai mica mangiato le palline di pongo, vero?"
Annuisce con la testa, timidamente.

"Ma non si mangiano quelle cose, non sono buone!!! Piuttosto mangia un biscotto o una caramella, ma il pongo no!"

Chiamo Papozzo, segue breve consulto dei familiari, con conseguente telefonata alla pediatra guru, sperando che sia in ambulatorio e che risponda al telefono. Spiego sinteticamente la situazione, lei mi tranquillizza, dicendomi che per sicurezza chiede informazioni al centro antiveleni (al suono di questo termine mi è venuta un po' di tremarella di gambe), ma che sicuramente quel genere di prodotti per bambini sono atossici.

Dopo una bella scorpacciata di gnocchi, di mal di pancia, nemmeno l'ombra.

E neppure di pongo/plastilina e altri simili, prontamente fatti svanire nel nulla.


venerdì 30 agosto 2013

Già cinque



Tu, che sei la più coccolona delle tre, che non aspetti altro che essere sola con me per una dose extra di baci e morsicotti, tu che con me hai un rapporto particolare.
Tu, che non vedi l'ora di imparare a scrivere, e sopratutto a leggere, per poterti sdraiare accanto a me nel lettone con un libro in mano.
Tu, che ti trucchi come insegna Clio, ma con un occhio a come faccio io.
Tu, che più ti portano in giro, più sorridi, anche se dobbiamo andare a cinque minuti da casa.
Tu, che hai gli occhi che si illuminano quando ridi, e le guanciotte da mordere.
Tu, che sei pigrissima e quando dico che è ora di mettere ordine, trovi una scusa tipo il mal di pancia.
Tu, che hai abbandonato da poco il tuo bibe quotidiano, lasciando così definitivamente anche il latte.
Tu, che se qualcuno non capisce subito quello che vuoi dire, ti arrabbi tantissimo e inizi ad urlare.
Tu, che hai quell'irresistibile puntino, affidabile segnale di cambiamenti metereologici, a cui, asciugandolo, appiccico le mie labbra dopo ogni tua doccia.
Tu, che da piccola non dormivi mai, mentre adesso non ti sveglieresti mai al mattino.
Tu, che sei stata il mio parto più veloce, ma anche il travaglio più doloroso.
Tu, che tra qualche giorno sarai nei Grandi alla materna!

Tu, la mia Gnoma di Mezzo, ma lo sai che hai già cinque anni?

Sembra ieri che mi inebriavo dei tuoi occhietti stropicciati che parevano verdi già da subito.




martedì 27 agosto 2013

Pillole 20



Micrognoma
"Mamma, ma ce l'ho ancoRa il mio neus dietRo la gamba?"
"Devo scuotaRe il baRattolo!"
"Ho mangiato la mollicola del pane con il pRosciutto."
"Avevo tutto il dito insanguato!"
"Mamma, hai fatto pRopRio un buonissimo Robbisss!" (roastbeef)
"Io sono la giRidente della scuola"



Gnoma di Mezzo
"Ci sono delle persone che sanno addrestare i cani. Dicono: seduto! e i cani si siedono!"
"Buona questa uva! Non ho trovato nemmeno un seme in questo acido!"
"Hai le mani implatonate di crema!"
"Lo sapete che la nonna ha fatto duecentocinquantacento vasetti di conserva?"
"Questi colori stanno in rima. Il rosso e il fucsia stanno in tono."
"Ci sta per la fare!" (ce la sta per fare)



Gnoma Grande
"Mamma, come è quella parola? Consortista? No...come si dice? Quelle persone che si muovono strane e si piegano..." (contorsionista)



venerdì 23 agosto 2013

Sparizioni



Metà pomeriggio, caldo.
Mi sto gustando una fetta di cocomero fresco.

Le Gnome dormono, due nei loro letti, una nel mio perchè -diceva- non riusciva ad addormentarsi. O forse perchè il lettone le piace oltremisura.

Ad un tratto mi trovo davanti la Micrognoma piagnucolante, con una bocca rivolta all'ingiù come non mai, gli occhietti tristi e preoccupati, che mormora con voce stridula e flebile:

"Non trovo le mie ciabatte. Chi me le ha rubate?"

Non che solitamente sia un problema, visto che nel novanta per cento della giornata le tre donzelle si aggirano a piedi nudi in casa e in terrazza, ma lei mi sembra molto affranta da questa cosa.

Non posso fare a meno di coccolarla, sbaciucchiarla e accompagnarla nella ricerca spasmodica delle calzature perdute.
Peraltro misteriosamente scomparse sul serio, e di conseguenza non trovate.

Almeno finchè la Gnoma Grande, al suo risveglio, ha rivelato di averle riposte ordinatamente nella scarpiera, insieme alle altre. Al loro posto, in effetti.

Mistero risolto.



mercoledì 21 agosto 2013

Nove anni



Nove anni.
Di già?

Più otto prima.
Prima del 21 Agosto 2004.

Una mattina calda.
Una doccia, una controllata alla casa, ai fiori nella chiesa accanto.
Finalmente parrucchiera ed estetista nella mia stanza.
Mangiare pasticcini chiaccherando con loro, mentre svolgevano un ottimo lavoro su di me.
Il vestito, quello che sul manichino non mi piaceva affatto, ma che poi, su consiglio della nonna, ho provato giusto per dare soddisfazione a lei, e del quale mi sono innamorata pazzamente.

Il fotografo.

Okkei, è ora. Cioè, lo era un quarto d'ora fa, ma la sposa non può arrivare in orario, no?

Il tappeto rosso dalla porta di casa a quella immediatamente successiva della chiesetta romanica a fianco.

E lo vedo: Papozzo, che ancora non veniva definito tale per ovvie ragioni, bellissimo, mi viene incontro e mi dice, con gli occhi lucidi: "Eh, ma si...", che io so cosa vuol dire.

Entro, accompagnata da papà.

Alla fine della cerimonia, un temporale pazzesco, con tanta acqua; tutti, tranne noi, ormai fuori, sotto la pioggia battente, ci invocavano, ma io, incurante, ho preferito aspettare quei cinque minuti che bastavano a far cessare il diluvio.
Poi una cascata di riso e un sacco di baci a cui non ho potuto sottrarmi, anche se notoriamente io non ci vada pazza...

Poi ancora foto, e il ristorante, dove, quando arriviamo noi, i protagonisti, il gran buffet di antipasti è già totalmente esaurito. Mi dicono fosse eccezionale. Peccato non poter confermare o dissentire.

E il pranzo, la festa, la stanchezza, poi finalmente andiamo a casa.

Ma la cosa non finisce qui, perchè un gruppo di amici ci trascina, ancora vestiti da sposi, in un locale dove tutti mi additano "Guarda, c'è una sposa!!"

Qualche ora dopo, scopriamo coriandoli nel letto e varie sveglie che suonano a orari improponibili, nascoste ovunque.

Al mattino, partenza verso La Spezia, dove ci attende la nave che ci porterà in giro per il Mediterraneo.
Viaggio di cui non abbiamo nemmeno una foto, perchè la reflex di Papozzo ha pensato bene di smettere di funzionare proprio in quel frangente e con tutti gli innumerevoli rullini (chi non sa di cosa sto parlando è tristemente mooooolto più giovane di me) che avevamo acquistato per l'occasione.

Un paio di mesi dopo eravamo felici e litigavamo su nomi di bambini...



martedì 20 agosto 2013

Tutti pazzi per la spesa



"Allora, siete pronte? Andiamo?"
"Siiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!"

Vista la mia convalescenza e il deserto che regna nel frigo e nella dispensa, Papozzo è andato all'ipermercato con tutte e tre le Gnome, ieri sera alle 19 circa, munito di dettagliata lista della spesa, rigorosamente buttata giù in base alla disposizione della merce, e duecentotrentadue indicazioni di vario genere in ordine sparso nella mente.

Dopo quasi un'ora, la prima telefonata.
"Ma che marca di pasta devo prendere? X o Y?"
"Va bene anche X, ma guarda un po' più avanti sullo scaffale. Non c'è Z, quella con il sacchetto trasparente e la scritta in nero?"
"Mhhh...Si, eccola. E preferisci fusilli, penne, farfalle o..?"
"Fate voi, va bene tutto. Prendi un pacco per ogni tipo."


Mezz'ora più tardi chiamo io, per sentire a che punto sono.
"Si?"
"Avete finito?"
"Stiamo prendendo la panna. A proposito, quale vuoi?"
"Una qualsiasi. Hai trovato quella al salmone?"
"Si."
"Quindi siete a metà circa."
"Mancano la verdura, la frutta e la carne."
In sottofondo:"Papozzo, io so dove sono. Peso io!"

Ulteriore telefonata, ma con nonna Mimi.
"Papozzo è andato a fare la spesa con le Gnome."
"Tutte e tre???"
"Si. Perchè?"
"E' un eroe."

Poco dopo, guardo l'orologio appeso in cucina. Sono le 21. La tavola è apparecchiata, in forno il contorno è caldo. Aspetto solo la carne da mettere sulla piastra.
Giusto per informarmi su dove siano, chiamo.

Musica a palla. Buon segno: sono in macchina, stanno tornando.
"Pronto? Mi sentite? Magari abbassare la radio potrebbe essere un'idea!"
"Ah, si, scusa mamma."
"Dove siete?"
"Stiamo tornando. Abbiamo preso la cena!"
"In che senso?"
"Siamo passati al Mac Drive e Papozzo ci ha preso gli Happy Meal!"

Ok, lo so che è contro ogni buona abitudine nutrizionale, che non è sano, che va contro i principi morali di ogni buon genitore e, diciamoci la verità,  non è nemmeno tanto buono, ma le Gnome avevano fatto le brave, anzi, erano state addirittura utili nell'approvvigionamento familiare, così Papozzo ha fatto loro una sorpresa.
Senza dire niente, all'uscita dal parcheggio dell'ipermercato si è diretto verso quel posto così ambito da ogni essere vivente dall'adolescenza in giù.

A casa, ho chiesto alle fanciulle se si fossero divertite.
"Si. Sembravamo quelli di Tutti pazzi per la spesa!"

Dovrò documentarmi a tal proposito, perchè io non l'ho mai visto e non so dire se mi devo preoccupare o meno per questa affermazione.



lunedì 19 agosto 2013

Smemorandum 8




Uscire con Gnome al seguito, chiudere tutte le porte di casa, tranne quella di ingresso, e accorgersene solo al ritorno, dopo essere stati fuori un'ora abbondante.



Ebbene, qualche tempo fa l'ho fatto.






venerdì 16 agosto 2013

Passione




Stanotte pensavo a quello di cui ho parlato qualche giorno fa.

Dal dizionario Sabatini Coletti:

passione

[pas-sió-ne] s.f.
  • 1 L'insieme delle sofferenze subite da Cristo nel periodo che va dalla notte passata nell'orto di Getsemani fino alla crocifissione; estens. (e freq. con iniziale maiusc.) il racconto evangelico della passione di Cristo; opera o brano musicale che ha per tema la passione di Cristo || settimana di p., quella che precede la settimana santa, intesa come commemorazione dei patimenti di Cristo
  • 2 Grande sofferenza spirituale, morale SIN penatormentoquel ragazzo mi farà morire di p.
  • 3 Sentimento di grande violenza e intensità: essere accecato dalle p.
  • 4 Trasporto amoroso, forte attrazione erotica; anche, la persona che ne è oggetto: quella ragazza è stata la sua ultima p.
  • 5 estens. Inclinazione, interesse molto vivo per qlco.; anche, l'oggetto di tale interesse: avere la p. del giocola pittura è la sua grande p. || fare qlco. per p., per inclinazione o per diletto, non per interesse economico | fare qlco. con p., con grande dedizione e sentimento

Mi chiedevo come si possa parlare di delitto passionale.

Lasciando perdere, ovviamente il primo punto, che esula dall'argomento, proviamo a prendere in considerazione gli altri.
Il secondo parla di sofferenza spirituale, che potrebbe essere collegata al tormento di non avere più l'ex compagna al fianco. Ma un delitto non ha nulla di spirituale.
Il terzo punto tira in ballo la violenza, ma come forza di un sentimento.
Il quarto tratta di amore.
La passione è strettamente correlata all'amore.
Ma come si può definire così qualcosa che porta ad un omicidio, ad un femminicidio?

L'amore, quello vero, secondo il mio modesto parere, fa desiderare la felicità incondizionata per la persona che si ama, tutto il bene possibile. E se questo vuol dire lasciarla andare, dovrebbe essere accettato. Perchè l'ex-partner sia, appunto, felice.

Il quinto rivela che la passione possa essere sinonimo di grande interesse e dedizione. Ma al punto da arrivare ad uccidere una persona? Allora non è dedizione.


Alla luce di quanto scritto sopra, questo tipo di violenze dovrebbero essere definite "di possesso" o "per gelosia", non di certo passionali!

Per me, l'aggettivo passionale ha comunque una connotazione positiva.

Forse sono io che ho una visione sbagliata della cosa?



martedì 13 agosto 2013

Non può andare bene



Questo, contrariamente al solito, non è un post dal contenuto leggero.
Ma oggi mi è preso così: riflettevo.

Dunque, questo avvocato penalista, rinomato, pare, di Verona, uccide la ex-fidanzata e, non riuscendo a infilare il corpo nel portabagagli, la mette sul sedile accanto al proprio e guida per duecento chilometri.

Ha del surreale.
Sembra un film.

Lei lo aveva denunciato per stalking, ma, a quanto emerge, la cosa è stata abbastanza inutile.

Questo è il punto.
Questo atto difensivo preliminare dovrebbe mettere in allarme, creare una sorta di salvagente, di protezione nei confronti delle vittime; invece mi sembra che non porti a nulla. Tantissime donne uccise avevano provveduto a farlo sapere alle forze dell'ordine, fiduciose che in questo modo sarebbero state tutelate.
Eccerto. Molte di loro ora sono in un cimitero.

Da donna e da mamma di tre future donne, mi chiedo se si possa fare qualcosa di concreto per eliminare questo problema.
Tipo (azzardo, lo so) tenere controllato un personaggio che è stato denunciato come stalker. Stargli addosso, controllare le sue telefonate, i suoi spostamenti e i suoi comportamenti.

Forse si riuscirebbe a intervenire prima.

Prima di arrivare a metà Agosto con 80 femminicidi, più o meno, dall'inizio dell'anno.
Molti dei quali preannunciati da relativa denuncia, ovviamente inefficace, della vittima.


Non può andare bene così.

Non va affatto bene.







lunedì 12 agosto 2013

Di stelle e di ricordi




La serata delle stelle cadenti.
Il 10 Agosto, la notte di San Lorenzo, la notte dei desideri.

Ricordo notti di gioventù, prima delle Gnome, trascorse dormendo in spiaggia, cantando pur essendo stonati, dicendo un sacco di stupidaggini, e ridendo tanto.
O altre trascorse col naso all'insù in mezzo alla campagna buia, lontano dalle luci dei paesi, per poterne vedere di più e meglio.
Altre ancora (ai tempi del liceo, suppergiù) davanti ad un falò in riva al Po, sulla sabbia fresca e umida.

Quelle più recenti, con la presenza delle Gnome, semplicemente dal giardino di casa, con contorno di "Eccone una!", "Ne ho viste di più io!", "No, non è vero, ne ho vitte più io!"

Quest'anno c'ho provato: quando le Gnome, stanchissime dopo una giornata in piscina a casa da un'amichetta, si sono addormentate, sono andata in giardino.
Ci sono rimasta circa settanta secondi. Scarsi, forse.
In cui non ho visto nemmeno un astro scivolare luminoso nella notte scura.

Poi, troppo stanca per rimanere fuori ancora, sono andata a coricarmi sul lettone, dove c'erano le mie tre stelle, quelle che illuminano la mia vita giorno e notte.

Anche se ancora avrei un sacco di desideri, mi basta vedere loro, ad Agosto come a Dicembre.


sabato 10 agosto 2013

Pillole 19



Micrognoma

"Stamattina mi metto i bernuda."
"Quetto è il mio larmadio e quetto il mio sacchetto!" (cassetto)



Gnoma di Mezzo

"Mamma, c'erano tre bandisti che suonavano!"
"Nonna, sai che siamo andati a mangiare la pizza al Lago di Gardaland?"
"Il vetererinario è il dottore dei cani."
"Questo è un abbraccio plurido!" (trad.:plurimo)



Gnoma Grande

"Sembri un'anatra starnezzante!"
"Mi ha tirato i loboli delle orecchie!"



venerdì 9 agosto 2013

Obiettivo ottenuto




Sul terrazzo, ieri mattina, per poter prendere quella flebilissima brezza tiepida che ci poteva attenuare il caldo afoso e soffocante che dopo le nove iniziava a farsi sentire.


Gnome litiganti e urlanti, contendendosi un bambolotto.

Tentativo di sedare la rissa.

"Basta urlare, ragazze! Quale è il problema?"
"Ma lei vuole tutto quello che ho io! Quando mi sposerò, vorrà anche il mio vestito, se andiamo avanti così!"
"No. Vorrà tuo marito!"

Segue inevitabile sonora grassa risata a quattro voci.


Animi quietati, obiettivo ottenuto, almeno per qualche minuto...




giovedì 8 agosto 2013

Ars oratoria



Questo episodio mi è stato riferito da Nonna Mimi e da Papozzo, in quanto la vicenda si è svolta mentre io ero assente.

Le Gnome dovevano presenziare alla Giornata dell'Acqua al Crest, ed era quindi richiesto il costume sotto ai vestiti, data l'enorme quantità di gavettoni in programma.
La nonna e Papozzo si sono adoperati per fare indossare bikini (le Gnome sono estremamente vanitose) alle due grandi, mentre per la Micrognoma, ancora troppo magra per trovare in commercio la sua taglia di costumi a due pezzi, era stato preparato un monopezzo che consisteva nella mutandina.

Alla vista di quel che avrebbe dovuto mettere, la piccola riccia di casa si è infervorata e ha cominciato un comizio che Grillo gli fa un baffo!

"Io non mi metto quel cottume lì, peRchè le mie soRelle hanno il pezzo di sopRa! Lo vojio anche io!!!"
"Ma non c'è per te perchè sei ancora troppo piccola..."
"Beh, alloRa io mi metto quello gRande, quello nuovo!"
"Ma è intero, va bene per andare in piscina. Poi oggi c'è tanto caldo, stai bene a stare in mutande!"
"No, peRchè dopo i bimbi gRandi mi guaRdano le tette!!!"

A questa argomentazione, nonna Mimi e Papozzo hanno desistito, annichiliti dall'ars oratoria della Micrognoma.




mercoledì 7 agosto 2013

Ti faccio uno shampoo


Ieri, l'ultima birichinata della Gnoma più piccola, ma più scalmanata.

Ero giù in lavanderia che, con molta calma (non ho ancora recuperato tutte le mie forze) e con l'aiuto di Nonna Mimi, stavo caricando una lavatrice, quando sento le Gnome piccole urlare in bagno, al piano superiore.
O meglio, la Gnoma di Mezzo, gridare disperata.

La Nonna si offre di andare a vedere che cosa sta succedendo.
"Vieni a vedere cosa hanno combinato!"

Cercando di essere abbastanza veloce, mi precipito su per le scale e vado nella stanza dove regna il caos.
Entrando, la scena che mi si apre alla vista è questa: un lago a terra e la Gnoma di Mezzo con i capelli pieni di schiuma.
Inutile dire che invece la Micrognoma aveva un ghigno soddisfatto, come sempre dopo una marachella.

Praticamente, le due fanciulle si erano recate a lavarsi le mani sul bidet, essendo troppo piccole per arrivare comodamente al lavandino, e, approfittando del fatto che la grande era china a bagnarsi, la piccola ha pensato bene di versarle il sapone liquido sulla testa e, successivamente di buttare acqua, per farle uno shampoo!



lunedì 5 agosto 2013

Fatti degni di nota



Durante il mio soggiorno all'ospedale sono accadute cose degne di nota.



1) Pare che, durante la mia assenza, qualcuno abbia acquisito l'uso della R.


"Mamma, ho fRRRReddo"   (con 40° in media)
"Io mangio pRRRRRRosciutto e melone."
"Adesso sono gRRRRRRande, io!"
"StaseRRRRRRa c'è la festa del cRRRRRRest, poi alla fine c'è da mangiaRRRRRe e da beRRRRRe."


2) La mia vicina di letto mi ha confessato che pensava io avessi dieci anni in meno.

Ho chiesto alle infermiere cosa ci fosse nella sua flebo.


3) Ho perso due chili e mezzo in tre giorni.

Mi crogiolo nella dolce sensazione che il fenomeno sia per il momento irreversibile, anche se so che probabilmente li recupererò in altrettanto poco tempo.


4) L'intera Smemofamily è sopravvissuta incolume alla quotidianità.

Questo potrebbe essere un'ottima argomentazione in caso di necessità di fuga programmata per uno o più giorni.


sabato 3 agosto 2013

Un'ottima squadra



Anche quest'anno niente spiaggia, niente mare.
E dire che qualche giorno fa stavo per prenotare una intera settimana!
Ma l'anticipo di un piccolo intervento mi vede impegnata con la convalescenza proprio nel periodo in cui era possibile andare.

E' stato difficile dire alle Gnome: "Mi spiace, non andiamo al mare, perchè la mamma deve andare in ospedale e poi si deve riposare per un po'."
Ma pare abbiano capito e non hanno fatto storie.

Ora lo posso dire: avevo proprio paura.
Di non svegliarmi.
Di non rivedere più le persone a me care.

Invece sembra che sia andato tutto bene.

Le Gnome sono state bravissime: mi sono venute a trovare un paio di volte, durante la degenza, con Papozzo.
La prima sera mi hanno guardata in modo strano per capire se potevano toccarmi e in che modo, baciarmi, parlarmi. Avevano uno sguardo tra il buffo e l'interrogativo: tipo mamma possiamo saltarti in braccio o ti rompi?

Anche Papozzo va sicuramente e abbondantemente elogiato, dal momento che è rimasto con me per tantissime ore tutti i giorni, aiutandomi ad alzarmi, a camminare, a lavarmi, a cambiarmi, proprio come una quarta figlia.
Ha atteso per ore, preoccupandosi anche per il troppo tempo impiegato rispetto a quanto ci era stato prospettato, all'uscita dalla sala operatoria, ha parlato con dottori e infermiere, curato la parte burocratica dell'avventura, gestito le Gnome a casa, programmando con le nonne i tempi della nostra assenza, e prodigandosi per non fare mancare niente.
Mi ha fatto ridere, anche se poi lo sgridavo perchè mi tiravano i punti.

A farmi commuovere, invece, ci ha pensato la Gnoma Grande, con la collaborazione delle sorelle.
Le tre fanciulle sono arrivate una sera, accompagnate da Papozzo, con un pacchetto contenente una collana fatta da loro e un foglio pieno di cuori e di scritte in rima.

Per mamma e papà

Era triste la giornata
senza di voi,
ma poi è diventata
assai allegra e armoniosa
con gite e scherzetti
non è più noiosa
ma molto allegra.
Mamma, tu la pappa ci prepari,
Papà, tu ci porti
in gita, ma dove?
forse a Bari,
Mamma ci vestirà
e Papà guiderà,
con qualche extra scherzetto
e magari un pagliacetto.
Insieme un'ottima sguadra siete.      (non è un errore di battitura, c'è scritto proprio così!)


In effetti, noi cinque siamo proprio un'ottima squadra!

lunedì 29 luglio 2013

Principesse, castelli e api



Nel lasso di tempo in cui non ho scritto nulla (qui potete leggere perchè) abbiamo vissuto moltissime esperienze, alcune nuove, altre già sperimentate.

C'è stato un pomeriggio di baby dance con il volto completamente truccato, una divertentissima (ma prosciuga-energie) festa di compleanno di un'amichetta, svariati giri in giostra e ore di sonno (della sottoscritta!) lasciate alla brezza leggera delle serate all'aperto.

Poi è arrivato finalmente il caldo, quello vero.
E il conseguente e ormai prevedibile giro al fresco proposto da Papozzo una domenica mattina, dopo un'abbondante colazione a base di brioches appena sfornate, consumate non proprio all'alba.
"Vestitevi che andiamo a fare una capatina in montagna!"
"Ma...adesso??? Ma sono quasi le dieci!"
"Io vado. Chi vuol seguirmi si prepari!"

Ovviamente in un quarto d'ora (abbondante...) eravamo tutte pronte, Gnome complete di braccialettini anti-nausea e occhialini da sole.
E via, autostrada in mezzo ai monti!

Dopo qualche chilometro particolarmente trafficato, il nostro autista senza meta decide di abbandonare la grande pista asfaltata e di seguire una stradina tortuosa in mezzo al verde.
Visto l'orario ormai più che consono al pranzo (vicino anche a quello della merenda, in verità: l'una e trenta!) , le Gnome manifestano una improvvisa fame. Contemporaneamente avvistano un castello, affermando di voler andare a conoscere la Principessa che sicuramente ci vive!
Indico un cartello giallo a Papozzo: la Casina, km 1,5.
Prontamente l'Astrobubu segue l'indicazione. Saliamo in mezzo al fresco dei boschi, percorrendo tornanti e curve strette, fino ad uno spiazzo dal quale si intravede una tipica costruzione di montagna con un bellissimo pergolato e tanti tavoli apparecchiati.
Il mio fiuto per questi posti è ormai cosa nota (e si può evincere anche dalla mia tutt'altro che esile silhouette) e viene confermato dai buonissimi piatti tipici della zona gustati con voracità anche dalle Gnome.
Soltanto a fine pranzo le fanciulle si accorgono che nel giardino sono presenti giochi e altalene, per cui io e Papozzo fatichiamo non poco per portarle via.
Per fortuna mi ricordo del castello e della sua improbabile inquilina|!
"Ragazze, andiamo a vedere la principessa?"
"Siiiiiii!!!!!!!!!"

Quindi via verso il castello di Drena nella speranza di incontrare la regale fanciulla...
Centosei scalini con zeppa da dieci centimetri, un'esperienza quasi mistica, per salire fino in cima al mastio in cerca dell'eterea presenza; sulla sommità ci attendeva, invece, solamente una notevole brezza ristoratrice e fresca.




Poi, giù nuovamente per la stretta scalinata in legno, accompagnati dai delusi commenti della Micrognoma:"Ma non abbiamo vitto la Plincipessa! Ma dov'è andata?"

Scendendo a piedi la strada fatta di ciottoli rotondi, lucidi e scivolosi, che ci riporta al nostro mezzo di trasporto, intenta a non capitombolare sonoramente, vengo bruscamente attirata dalle forti urla della Gnoma Grande, qualche metro avanti.
"Aaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhh, aaaaaaaaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiihhhhhhhhhhhhhh, mi ha puntoooooooooooooooo, mi ha puntoooooooooooooooooooooooooooooo, fa maleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee, bruciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!"
"Calmati! Dove? Cosa?"
"Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhh, aaaaaaaaaaaaaaaaaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiihhhhhhhhhhhhhhhhhh"
"Non capisco!"
"Mi ha punto una bestia! Quiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!"

Dopo un quarto d'ora impiegato per capire che un'ape, probabilmente, gli si era appoggiata sui capelli e che lei con la mano aveva tentato di mandarla via, ignorando che l'insetto poteva pungerla, come poi in effetti è successo, estraggo dalla mia borsa in modalità Mary Poppins un flacone di dopopuntura e cospargo bene la mano arrossata.
Tengo controllata la situazione per un po', ma il gonfiore diminuisce e, pare, anche il dolore.

Dopo qualche ora di coda grazie alla decisione di rientrare costeggiando il Lago di Garda, siamo di nuovo a casa, accaldati e stanchi, ma felici di aver passato insieme una bella, fresca, avventurosa domenica!




domenica 21 luglio 2013

Problemi di memoria


Ultimo post scritto: 5 Luglio.
Poi, il nulla.
Una spiegazione mi sembra doverosa.

Eccola.

Nello sperduto paesino dove mi colloco, c'è stata la sagra: tutta la smemo-family è stata impegnata. Chi a preparare la pesca di beneficenza, chi ad allestire lo stand gastronomico, chi a portare le gnome in giostra e alle varie iniziative per bambini (ed erano tante...), chi a mangiare (e diamo soddisfazione ai cuochi che si sono prodigati!). Il tutto pur continuando ad andare al lavoro...

Una chicca della "colazione in fattoria" (trattasi di visita ad una azienda agricola del paese, con aggiunta di ricco buffet composto da brioches, succhi, focaccia e quant'altro) dove abbiamo portato le fanciulle, rigorosamente in bici, è stata, ovviamente, a carico della Micrognoma. Passando tra i box dove vengono tenuti i vitellini nei primi giorni di vita, la riccia biondina, alla vista del contenitore dal quale le bestiole bevono il latte servendosi di una maxi-tettarella, ha esclamato: "Guadda, hanno il bibe!", facendo ridere tutti quelli che l'hanno sentita.

Avevo in mente tanti altri aneddoti di quei giorni intensi da riportare, ma un altro incidente di percorso stava per accadere, ed essendo io notoriamente smemorata, se non scrivo, dimentico.

Verso il 10 Luglio, infatti, mi stavo accingendo a buttare giù due righe sulle mie giornate gnomose e non solo, quando, all'improvviso, una strana schermata mi ha bloccato, in senso letterale del termine, il pc.
Una settimana in assistenza con cura antibiotica, anzi antivirale, e tutto è passato. Spero non ci saranno ricadute.


Durante questi giorni, sprovvista di tecnologia, ho immagazzinato episodi da raccontare, giornate da condividere, esperienze degne di essere lasciate ai posteri.

Lo sforzo maggiore è ricordarseli, visti i problemi di memoria.

Ma ci proverò. Oh, se ci proverò!



venerdì 5 luglio 2013

Passioni ereditarie





In realtà noi leggiamo in camera da letto.
E ci devono essere tutte e tre le gnome.
E chi legge, solitamente io, saltuariamente la Gnoma Grande, deve obbligatoriamente ed inevitabilmente far girare il libro/opuscolo/tomo/albo illustrato affinché tutte possano apprezzare le illustrazioni, dette barbaramente figure.
E si devono spiegare le parole difficili sconosciute.
E bisogna chiarire le situazioni incomprese, quelle che intuisci dalla faccia a forma di punto di domanda che non hanno capito.

Vista così, è una cosa pesantissima.
Invece no: è divertente. Ne escono cose buffe, a tratti esilaranti. Se solo me le ricordassi; è che se non le scrivo subito, le dimentico.

Comunque, trattasi di metodo L.A.V.A., come suggerisce la solita mamma nel suo blog.

A dire il vero, io ho iniziato ad utilizzare questo metodo (L.A.V.A. = Lettura A Voce Alta) molto tempo prima di sapere che si chiamasse così, quando la Gnoma Grande era veramente piccola.

E devo dire che ci credo fortemente; in effetti, pare dia i suoi frutti: l'unica gnoma finora in grado di leggere in autonomia ha già iniziato a divorare libri adatti alla sua età, attività che svolge quando non è sorelle-affiancata.

Per coltivare questa passione ereditaria (quanto ho letto nella mia gioventù!), ho fatto una capatina nel luogo dove sapevo erano custoditi i miei libri preferiti da piccola. Ne ho portati a casa un sacco (nel senso letterario del termine). La Gnoma Grande li ha guardati, sfogliati, anche annusati, e ne ha fatto una classifica, proponendosi di leggerseli in pace.

Magari in mia compagnia: una a fianco all'altra, con un libro ciascuna.



Questo post partecipa al blogtank di luglio.




giovedì 4 luglio 2013

Anche a casa


Chi va al mare si perde i figli in spiaggia.
Chi va alle sagre si perde i figli tra la folla, o tra le giostre.
Chi va in montagna si perde i figli tra i boschi.

Io ho fatto di meglio: mi sono persa la Micrognoma a casa.

Non ridete, che mi sono impanicata veramente.


I fatti.

"Gnoma Grande, vai giù, li fuori, vicino alla scala c'è la ciotola di Bobo (ndr: il cane). Me la porti, così poi Papozzo gli porta da mangiare."
"Ok."

....


"Eccola."
"Grazie."

Riempita la ciotola, mi accorgo dell'insolito silenzio.
Inizio a contare le gnome: una, due; ne manca una!"

"Ma dov'è vostra sorella?"
"Sarà in bagno."
"Non c'è! Non c'è da nessuna parte. Non è che sia venuta fuori con te prima?"
"Si, ma non è tornata su? Non era dietro di me?"
"Non lo so. Io non ho visto che era venuta con te! MICROGNOMAAAAAAA"

Scendo di corsa.

La ritrovo sulla porta, stava entrando, con estrema tranquillità. Ha sentito che l'ho chiamata.
"Ma dove eri?"
"Fuoli."
"Lo devi dire quando vai da qualche parte, anche se sei a casa!"
"Ma sono rimatta qui, davanti alla polta!"

Se non sto attenta, questa se ne va a zonzo per il paese!




mercoledì 3 luglio 2013

La mia torta




IERI 


La Zia Pasticcera si offre per preparare la cena.
"Alla torta pensi tu?"
"Ok."

Dopo un po', mi arriva un sms: Per la torta, faccio in tempo, la faccio io.

Va bene, penso scettica: non so come fa, ma ok.


Dopo una cena con i fiocchi, ecco la torta che mi è stata presentata con tanto di mega-candela scoppiettante:




Per chi non la conoscesse, trattasi della famosa perle e rubini della rinomata Pasticceria Antoniazzi di Mantova, nonché torta del nostro matrimonio.


Papozzo si è prodigato per andarla a prendere, far fare una strana scritta e tramare con la Zia perché io rimanessi all'oscuro di tutto fino alla fine!


martedì 2 luglio 2013

38



Nessuno ha la febbre, tranquilli.
Sono solo i miei anni.

Trentotto lunghi anni.

Sabato qualcuno mi ha detto che ne dimostro al massimo trentacinque: l'avrei baciata, quella persona, ma non avevo abbastanza confidenza...

Chi mi chiede: "Cosa ti regalo?"
"Non so, fai tu..."
Che poi a me 'sta domanda fa un po' ridere.

Se dovessi veramente sviscerare i miei desideri più materiali, vorrei una settimana in un centro benessere a cinque stelle, servita, riverita e massaggiata da capo a piedi.
Oppure la camera da letto nuova, che nella mia, composta da vecchi mobili recuperati a destra e sinistra, ogni volta che apro l'anta dell'armadio dove tengo le lenzuola, rischio che mi cada addosso (e ho pure il marito falegname...)
Mi potrei anche accontentare della cucina dei miei sogni, quella con l'isola col lavello e il piano cottura al centro, ma il presupposto sarebbe la casa dei miei sogni.

In realtà, ciò che ho sempre desiderato, ce l'ho: tre gnome che fanno arrabbiare il giusto, che non lasciano ascoltare nemmeno il tg, che litigano e urlano ogni tre per due, ma che poi ti fanno sciogliere con la frase, tipica di tutte e tre: "Mamma, ho voglia di te...".

La famiglia che ho, me l'ha regalata Papozzo, ed è il dono che ho tutti i giorni.




lunedì 1 luglio 2013

Era ora


Un intenso week end.    

Venerdì sera: cena di fine Grest parrocchiale, a cui ha partecipato la Gnoma Grande, con annesso spettacolino.

Sabato pomeriggio: due splendide ore abbondanti in centro benessere insieme a Papozzo, con docce emozionali, talassoterapia, massaggi e tutto il contorno. Sono uscita che mi sentivo una farfalla.

Sabato sera Carnevale danzante nel paese limitrofo, dove abbiamo presenziato con la nostra Ape e tutto lo sciame, dalle più fastidiose, alle più piccole, alle operaie, alle casinare. Vabbè, l'ultima categoria di questo insetto esiste solo qui, ma vi assicuro che è stata una bella festa.




Domenica: festa di compleanno di un componente dell'associazione che organizza gli eventi del nostro paesino. Una bellissima giornata in riva ad un laghetto in mezzo alla campagna. Il risotto, il salame, l'arrosto, i dolci, la musica, il melone, non mancava niente.



Peccato poi sia piovuto, così, all'improvviso: dei goccioni da un litro e mezzo l'uno!!!
Strano, però, che continuasse a splendere alto e caldo il sole...
Che fossero gavettoni?

Eh, si, il clima si è fatto piuttosto umido, ma ci siamo divertiti un sacco!

I bambini più piccoli erano rimasti incolumi fino all'ultimo e si sentivano estromessi dal gioco, per cui sono entrata in azione io e con una bottiglia li ho schizzati appena un po': erano contentissimi di essere bagnati anche loro!

Domenica sera: benefici del pomeriggio-relax del giorno precedente totalmente vanificati; tutti KO, ci siamo fatti una doccia veloce e ci siamo divanizzati.

Lunedi: si torna alla solita routine. Finalmente. Era ora.


giovedì 27 giugno 2013

Ricordi di montagna



L'anno scorso abbiamo passato una splendida giornata in montagna, nonostante qualche imprevisto.
Abbiamo capito che alle Gnome piace.
Hanno apprezzato il verde, il paesaggio, il fresco (anche se quest'anno ne faremmo anche a meno!), i cavalli, dei quali avrebbero forse voluto approfittare di più, e i cibi.

Se dovessimo pensare ad una vacanza montanara con le fanciulle, vorremmo trovare un posto dove ci sia la possibilità di poter fare amicizia con cavalli o altri animali, di fare passeggiate ed escursioni in mezzo alla natura e, ultimo ma di non minore importanza, di assaggiare cibi tipici e diversi dal solito a cui siamo abituati.

Penso che le dovremmo portare in un ambiente accogliente, come una famiglia quasi, dove possano essere accompagnate passo passo nell'esplorazione dell'ambiente circostante, con l'arricchimento di racconti di persone indigene che rendano affascinante il tempo trascorso e che fissino nella loro memoria la vacanza.

Ricordo le mie lunghe vacanze da piccola, sempre, rigosamente in un piccolo paesino dove mi conoscevano tutti: passavo i pomeriggi a leggere sotto alberi sempre diversi, le serate mangiando un gelato in piazza con gli amichetti del posto, e le mattine a letto fino a tardi, che il fresco lo permetteva, con molto piacere mio!
Ho ancora in mente i racconti di alcuni anziani del paese, attorno ai quali si riunivano i ragazzini per ascoltare le loro strane storie. Non so se vere o inventate, ma sempre istruttive.

E la passeggiata per arrivare in cima al piccolo monte con la Chiesetta e le antenne, che si faceva a gara a chi arrivava primo. Poi giù di corsa. E a volte si cadeva e ci si sbucciavano le ginocchia.

Indimenticabili anche le partenze all'alba per raggiungere quell'ultimo rifugio, su in alto, dal quale si godeva della vista ammaliante di gran parte della pianura antistante, e se la giornata era limpida, del Lago di Garda. Una volta lassù, si mangiavano cose buonissime, forse rese tali dalla gran fame che veniva dopo la scarpinata. Il giorno dopo si era tutti indolenziti, ma contenti.

Questo post partecipa al contest di Freshmamma. Dateci un'occhiata: fino al 30 Giugno.





lunedì 24 giugno 2013

Per un paio di scarpe da uomo




Quel venerdì avevo in programma la spesa dopo l'uscita dal lavoro alle 13 e 30.

Papozzo lo sapeva, così mi ha chiamata:
"Ci vediamo davanti al centro commerciale, così mi aiuti a comperare le scarpe nuove."
"Ok. Ti mando un messaggio quando sto per uscire, così ci troviamo."

13.45: sono davanti al centro commerciale, vedo il suo furgone, ma noto anche che il negozio di calzature è chiuso. Entrambi pensavamo facesse orario continuato. Andiamo a leggere l'orario di apertura: 15.30.
"Va bene. Mentre aspettiamo ti do una mano a fare la spesa."
"Okkei, così spendiamo il doppio facciamo prima."

Dopo un'ora abbondante passata all'interno dell'ipermercato e un salasso al mio portafoglio, carichiamo in macchina vivande e quant'altro. Ma sorge un problema: c'è caldo, c'è il sole. Per fortuna non ho comperato surgelati, ma comunque frutta e verdura ne risentiranno.
Cerchiamo un parcheggio all'ombra e ci ripromettiamo di fare in pochi minuti.
Ma non è ancora l'orario di apertura.
Attendiamo, mentre penso alle mie fragole.

Finalmente le porte scorrevoli si spostano di lato, permettendo a noi e al gruppetto di persone che si era creato di oltrepassare la soglia ed entrare in quel favoloso mondo di sandali tacco dodici, infradito luccicanti, zeppe e quant'altro.
Ops, è vero, siamo qui per Papozzo...

Ritorno bruscamente alla realtà e cerco di aiutare il maschio di casa a trovare qualcosa di decente.
Purtroppo tutte quelle che piacciono a noi, costano una fortuna.

"Guarda quella scatola: perché è lo stesso modello, ma costa la metà?"
"Vediamo...Sono difettose!"

Capito che i prezzi scontati avevano un motivo, abbiamo deciso il badget e, finalmente, dopo mezz'ora, le abbiamo trovate, provate, pagate.

Il tutto abbastanza di corsa, perché ormai era giunta l'ora di recuperare le Gnome piccole dall'asilo.

Mentre penso ai meloni in macchina e alla velocità stratosferica in cui dovrò percorrere i 10 km che mi separano dalla scuola dell'infanzia, ricevo la telefonata di Nonna A.
"Vado a prendere le gnome? ...Ho visto che non siete ancora arrivati..."

In conclusione, per un paio di scarpe da uomo (carine si, ma vuoi mettere con uno stiletto nero?), ho saltato il pranzo, cotto frutta e verdura in macchina, perso le mie due ore adibite alle primarie faccende di casa e/o alle mie attività personali senza Gnome.

Ho deciso che il prossimo acquisto di Papozzo, qualora richieda la mia presenza, sarà tassativamente di sabato.






sabato 22 giugno 2013

Pillole 18




Micrognoma
"Allola il lupo facciò così:...."
"Pelchè tu hai gli occhiali da sole e gli occhiali da buio?"
"Ma insommaaaaaa! Ci vuole un po' di pazzenzia!"
"Mamma, non ci sono più cijiegie. Dov'è il compra-cijiegie?"
"A M. hanno fatto le donie, pel quello che non viene più a 'ccuola!" (sarebbero le adenoidi...)
"Mamma, mi dai l'Aiutant che sennò le zsanzsale mi mangiano?"



Gnoma di Mezzo
"Qui fuori c'è un formicolaio!"



Gnoma Grande
"Allacciamo bene il dorsetto..."


sabato 15 giugno 2013

Tempo



In questi giorni il tempo è più tiranno che mai.
Sto organizzando la festa di compleanno per la Gnoma Grande: gli amichetti da invitare, la spesa da fare, il giardino da sistemare, tutta l'organizzazione che ci gira attorno mi tengono impegnatissima. 
In realtà il giorno esatto sarebbe stato il 13. Ha già ricevuto anche qualche regalo. Ma festeggeremo domenica.

In questi giorni, però, vivo come in una bolla.
Purtroppo gli imprevisti ci capitano tra capo e collo, provocandoci scombussolamenti non indifferenti.
Ma non è opportuno che guastino uno dei giorni più attesi dai bambini.

Certo è che le mie tre Gnome mi danno la carica sempre e comunque.
Quindi olio di gomito e avanti! Il che aiuta anche a tenere la testa sgombra di cattivi pensieri!
Non c'è tempo nemmeno per pensare!







martedì 11 giugno 2013

Similitudini



Papozzo è un creativo. Lo so da quando lo conosco.

Sabato mi ha stupita con questo:






Ha fatto una perfetta descrizione della Smemofamily.

Molto ironica.
E molto realistica.





lunedì 10 giugno 2013

Prove



Sabato abbiamo provato.

Io e le gnome, dopo essere state in giro in macchina per commissioni varie, una volta arrivate a casa, abbiamo fatto delle prove.
Sapendo che l'Astrobubu è dotata di sensore di movimento all'interno, per l'antifurto, abbiamo lasciato la Gnoma di Mezzo sul seggiolino posizionato sul sedile posteriore, allacciata, e le abbiamo detto di muoversi, per quanto le fosse possibile, per vedere se suonava.

Ebbene, nessun suono.

Perché?
Per capire, abbiamo fatto scendere la fanciulla mezzana, e abbiamo fatto salire la Gnoma Grande, la quale si è sbracciata a più non posso, fino ad arrivare con le mani nella parte anteriore. In quel momento l'Astrobubu ha iniziato ad emettere suoni insistenti al fine di attirare l'attenzione.
Ovvio: se di antifurto trattasi, l'eventuale ladro sale per mettersi alla guida, quindi davanti.
Corretto.

Ma questo sistema potrebbe servire anche per evitare casi come quelli del piccolo Luca?
Dopotutto basterebbe aggiungere un sensore che rilevi movimenti nella parte posteriore...



mercoledì 5 giugno 2013

Estate



Non passa un giorno senza almeno due gocce di pioggia.
Il caldo? Non pervenuto.
Il sole? Mi sono scordata quanto scalda e quanto illumina, da tanto non lo vedo, come dovrebbe essere invece in questa stagione.
Che poi, di quale stagione stiamo parlando? Mi aggiro per casa con il pile, se metto le infradito, mi congelo i piedi e i vestitini svolazzanti e leggiadri non sono ancora usciti dall'armadio.
Tra meno di una settimana le scuole saranno finite e bimbi andranno nei vari centri estivi: forse quest'anno si chiameranno centri speranzosidiesserestivi!!!!
Sabato scorso avrebbero dovuto aprire le piscine nei paesi limitrofi che ne sono provvisti: stagione in perdita in partenza!
Non sembrando per nulla di essere già in Giugno, mi stavo scordando il compleanno di Papozzo; fortunatamente, guardando il calendario, mi sono accorta (il giorno prima!) che la data era vicinissima. Sono riuscita comunque a fargli un paio di sorprese...

La primavera, ormai mi sono rassegnata, quest'anno ci ha snobbato.
Ma per favore, l'estate
LA ESIGOOOOO!!!!!!


giovedì 30 maggio 2013

Smemorandum 7



Settimana scorsa


Papozzo:"Domattina, quando vai via alle cinque e mezza, mi svegli? Devo andare via presto..."
Io:"Certo! Prima di uscire, ti sveglio."


Beh, Papozzo è andato via tardi, ovviamente, perchè io sono uscita senza svegliarlo!



venerdì 24 maggio 2013

Differenziata e biopensieri



Dal 1 Giugno nel piccolo paese dove abita la Smemofamily partirà la raccolta differenziata porta a porta.
Un po' meno drasticamente, veniva già fatta, ma dal prossimo mese sarà una cosa "fatta come si deve": verranno raccolti l'umido, il secco (ovvero l'indifferenziato), la carta, la plastica, il vetro e l'allumino. Tutto restando comodamente a casa, dal momento che basterà esporre i bidoni del colore giusto nei giorni segnalati sull'apposito calendario.
Noi, ovviamente, abbiamo già iniziato: i nostri contenitori colorati sul terrazzo sono già pieni zeppi. Tutti, tranne quello dell'indifferenziata. E questo vuol dire che possiamo reputarci mediamente bravi.
Un commento della Gnoma Grande, a proposito di questo nuovo sistema, è stato:"Mamma, mi piace proprio fare la differenziata!"

Eh si, le ho coinvolte da subito, perchè penso che una volta che ci si è abituati, diventi una cosa normale, per niente difficoltosa e anche a suo modo piacevole.

E così ho pensato che la frase della mia bimba possa essere adattissima per questo concorso.
Quindi noi parteciperemo al concorso di Ecor.
Fatelo anche voi! Si tratta di un concorso con dei premi che permette di vincere, sensibilizzando il pubblico sull'importanza dei gesti quotidiani nel proprio stile di vita: un piccolo gesto può portare con sé un segnale di cambiamento. Anche tu puoi dare il tuo contributo con le tue buone azioni verso la Terra.  Ecco come qui di seguito.

Per partecipare è facile, basta iscriversi accedendo all’indirizzo partecipa.ecor.it seguendo due diverse modalità, da utente partecipante o da utente votante. L’utente partecipante ha anche la possibilità di votare, mentre l’utente che si iscrive in prima battuta come votante, potrà integrare la sua iscrizione in ogni momento per poter partecipare e inviare il suo pensiero bio.
L’utente che partecipa, che utilizzerà un nickname, può scegliere uno tra i dodici elementi disponibili tra foglie e insetti amici delle piante e potrà esprimere il suo gesto bio caricando una immagine, del testo o entrambi e quindi contribuire alla crescita della pianta, che si alimenta dei pensieri inviati. Scegliendo il proprio avatar, l’utente riceverà via mail una simpatica spiegazione dell’elemento scelto.

In seguito l’utente potrà condividere sul proprio profilo Facebook il pensiero caricato per invitare i suoi amici a votarlo e per diffondere la filosofia bio.
Chiunque, entrando nel link partecipa.ecor.it, può visualizzare i pensieri in gara.
L’utente iscritto può votare fino a tre pensieri (differenti) al giorno e può condividere su Facebook il pensiero votato.
A voto avvenuto, si aprirà una finestra che comunicherà al votante l’eventuale vincita “instant win”, che consiste in un libro in formato digitale “Il giardino della natura”, scaricabile da subito fino al 30 Luglio 2013 (Edizioni Eugea – www.eugea.it).

Il partecipante non può votare il proprio pensiero.

Il 20 giugno, presso la sede, verrà decretato il pensiero vincente a giudizio di una giuria scelta da Ecor e il creatore riceverà una bicicletta elettrica FRISBEE YUPPI del valore di € 1.159,00 (http://www.frisbee.eu), mentre il pensiero più votato dagli utenti vincerà un voucher del valore di € 300,00 spendibile presso una delle strutture Bio Hotel (http://biohotels.info/).


Sbrigatevi: il concorso termina il 4 giugno 2013!

Coltivate e votate i biopensieri, gente!



giovedì 23 maggio 2013

La novità



Io al lavoro, Gnome a casa con Nonna Mimi.
Telefono, come faccio quasi ogni giorno, per sentire se è tutto ok, se ci sono novità.

Gnoma Grande: "Mamma, c'è una grossa novità, ma te la dico stasera quando torni, in privato!"
Io: "Ok."

Appena rientro, la fanciulla mi corre incontro: "Mamma, ti devo dire la novità!"
"Si, mi ricordo. Ora però fammi andare un attimo in bagno."
"Allora vengo con te, così nessuno mi sente!"

In bagno.
"Lo sai che non sono più fidanzata con M.?"
"Noooo. Ma veramente? E' finita la love story storica? Ma non mi sembri tanto triste..."
"Un po' si. M. ha mandato S. a dirmi che adesso preferisce D."
"Ah."
"E allora io mi sono fidanzata con V.!"
"Quindi sei stata single cinque minuti scarsi. E sei contenta?"
"Si, tanto!"

L'avevo intuito che V. stava solo attendendo. Bastava osservarlo con la Gnoma Grande.





lunedì 20 maggio 2013

Indimenticabile



4.04

Resterà di sicuro un orario indimenticabile.
Come lo rimarrà anche la data, 20 Maggio.
Quella notte non ci abbandonerà mai, ad ogni vibrazione, rumore, minima oscillazione si ripresenta il vivo ricordo di quel periodo.

Ci ha cambiato la vita, il modo di pensare.

Un anno dopo io ho ancora ai piedi del letto la valigia , in cui ho fatto i vari cambi di stagione, pronta per una eventuale fuga.
Un anno dopo tengo una pila perfettamente funzionante nel cassetto del comodino.
Un anno dopo entro al lavoro con le chiavi della macchina e il telefonino sempre in tasca.
Un anno dopo ritorna il pensiero quando arriva la notizia che nel vigneto a poche centinaia di metri da casa si sente sotto al terreno uno strano "ribollire" di acqua, come una pentola di fagioli.

Un anno dopo ricordo le telefonate di amiche lontane che mi offrivano case dove poter andare per qualche tempo; ma non riuscivo ad abbandonare il resto dei miei cari che sarebbero rimasti, non riuscivo ad allontanarmi dai nostri paesi feriti. Volevo restare per aiutare chi era messo peggio.

Un anno dopo fa ancora male vedere piazze che hanno cambiato aspetto, ma che tentano di tornare festose con un concerto, con giostre ed esposizioni, stand gastronomici e bancarelle.

Tutto questo è indimenticabile.


giovedì 16 maggio 2013

Scimpanzè e bici

Giovedì scorso io e altre mamme siamo andate, approfittando della gita scolastica della Gnoma Grande, al parco natura viva. Ovviamente ho portato anche le due Gnome Piccole.
Alla vista di una mamma scimpanzè che portava il suo piccolo aggrappato sulla schiena, mi è venuto spontaneo dire alla Micrognoma di nascondere il suo ciuccio, altrimenti il cucciolo glielo avrebbe preso. Col senno di poi, un'ottima intuizione.

Infatti, ieri succede che all'asilo la fanciullina non trova più il suo puzzolente succhiotto; le maestre si adoperano per cercarlo tra i giochi, ma niente, svanito nel nulla.
Quando arrivo per recuperare la mia bimba, la Maestra C. mi racconta la vicenda, tranquillizzandomi sul fatto che la Micrognoma ha comunque dormito senza alcun problema e che non ha cercato il suo accessorio dopo che si è svegliata.
E qui mi si accende la lampadina:"Micrognoma, forse è venuto lo scimpanzè a prenderlo per il suo bimbo! Vabbè, adesso andiamo a casa a prendere quello di scorta."
Ovviamente, faccio finta di cercare il sostituto, adoperandomi per nasconderlo definitivamente.
Frugando nelle tasche del grembiulino, trovo anche il primo ciuccio, quello perso a scuola, e lo metto dove ho messo l'altro.

La piccola si addormenta senza problemi anche alla sera, chiedendo solo un paio di volte il ciuccio.
"Magari domani te lo riporta, la scimmietta!"

Al mattino, la Gnoma chiede notizie alla nonna, che spalleggia la mia storia (l'ho istruita bene!), convincendola sempre di più sulla storia dello scimpanzè.

"Pelò quando viene a casa la mamma, andiamo a plendello dalla scimmietta!"
"Va bene."
"Ci andiamo a piedi, io e la mamma!"
"Ma è lontano!"
"Va bene, allola ci andiamo in bici!"

Quindi sappiate che se trovate nei pressi di Verona una pazza in bici, con una Gnoma sul seggiolino, e uno scimpanzè che le rincorre, siamo noi!